mer

12

feb

2014

Stampa stampella dei partiti

Confermiamo ufficialmente che il Movimento Zona Franca per "Gigi Sanna Presidente" non parteciperà al "confronto" dei candidati governatori sul canale televisivo Videolina.

Come siamo stati trattati dai media dell'Unione Sarda è stato solo vergognoso. Ci vuole molto coraggio a chiederci di fare da comparsa al consueto cabaret pseudo-politico. Lo stesso vale per la Nuova Sardegna, il duopolio sardo è composto da gemelli siamesi, come lo sono PD e Forza Italia.

Dove erano l'Unione Sarda e la Nuova Sardegna in questi ultimi 10 anni di "magna magna" in consiglio regionale? Hanno forse pubblicato un articolo di supporto alla Signora Ornella Piredda? Cosa hanno fatto per controllare il potere? Ah… scusate, sarebbe stato giornalismo. Sarebbe chiedere troppo.

Vediamo se lo dicono stasera perché non veniamo: 
"Non veniamo perchè siete parte integrante del sistema partitocratico. Non siete meglio di loro, siete come loro."

Quando la stampa sarà solo dipendente dai propri lettori avremo una stampa virtuosa che aiuterà la comunità a migliorare. Fate anche voi un Master & Back. Consigliamo tutti i paesi del Nord d'Europa, scegliete voi.

lun

10

feb

2014

Pigliaru e l'economia: un amore impossibile

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” si chiede di cosa sia professore il Signor Pigliaru: astrologia? Ufologia? Sicuramente è professore e maestro di demagogia e urge un nostro corso gratuito di economia reale e realizzabile.

Per iniziare, grazie alla sua “completa incapacità” nel trattare con lo Stato Italiano la “Vertenza Entrate”, la Regione Sardegna oggi paga in totale solitudine, TUTTI I COSTI DI SANITA’ e TRASPORTI. Inoltre, sono stati concessi arbitrariamente dal Professore, anche sconti e dilazioni su quelle somme, che ricordiamo sono dei sardi e non sue, che riportano alla mente un vecchio detto sassarese, ovvero da restituire “a babbu mortu”. Per lui la Sardegna è sempre in svendita.

Con le piaghe moderne chiamate globalizzazione, colonizzazione italiana, euro, Soru e Cappellacci la Sardegna ha subito una desertificazione del settore produttivo. I Sardi sono sempre più poveri, consumano sempre meno, nascono sempre meno bambini, da giovani emigrano, rimangono gli anziani: i costi della sanità esplodono mentre le entrate fiscali diminuiscono vertiginosamente. Le ricette del professore in demagogia sono i master & “never” back "per tutti": per gli studenti, gli imprenditori, per gli anziani, forse tra poco anche per i puffi, ma purtroppo non per i politici sardi come lui!

La nostra non è una ricetta miracolosa ma un progetto concreto di sviluppo economico, realizzabile da subito: questo progetto si chiama Zona Franca! La Zona franca che trasforma un circolo vizioso in un circolo virtuoso, detassando radicalmente coloro che investono e creano lavoro, dando ossigeno alle famiglie togliendo iva e accise ad energia, idrocarburi e acqua e non aumentando la pressione fiscale come fa un giorno si e l'altro pure il governo delle "larghe tasse" italiano.

La Zona Franca richiede un investimento iniziale che va da 1 a 1.5 miliardi di Euro. Per raggiunge la "soglia del profitto" (break even) con un aumento del gettito fiscale sull’imponibile sono necessari ca. 100'000 nuovi posti di lavoro (a Tangeri raggiunti in soli 2 anni di zona franca), il moltiplicatore dell’indotto e i maggiori consumi. Oltre questa cifra di posti di lavoro la Regione Sarda guadagna in entrate fiscali rispetto ai dati odierni e può, tramite un ulteriore abbassamento delle tasse indirette sui consumi (iva su tutti i beni) con introduzione parallela di una moneta complementare, accelerare il circolo virtuoso sardo descritto sopra.

Per quanto riguarda l’investimento iniziale, per far decollare la Zona Franca possiamo partire dalle somme e dalle rate della “Vertenza Entrate”, 10 miliardi di euro senza sconti! A seguire, incamerare le imposte di fabbricazione calcolate oggi con l'assenso dei politici collaborazionisti sardi "al consumo", recuperando qualche miliardo di euro. Sfruttare i fondi regionali europei, che misteriosamente rimangono inutilizzati e addirittura rispediti al mittente. Tagliare gli sprechi della pubblica amministrazione che, secondo studi recenti, si attestano su un 50% contro il 3% della Lombardia, recuperando almeno 1 miliardo di euro. E per finire, recuperare l’evasione fiscale, che per molti ormai rappresenta la linea tra la sopravvivenza e l’oblio, riequilibrando la pressione fiscale ad un livello di equità e civiltà, recuperando 1.4 miliardi di euro.

Siamo ormai al paradosso economico: togliendo l'iva e recuperando l'economia sommersa si potrebbero avere entrate maggiori e una fiscalità più equa che non mantenendo la tassa sul valore aggiunto.

Per incamerare queste somme rendiamo operativa l’Agenzia delle Entrate Sarda subito. Questa nostra proposta basta e avanza per finanziare e far decollare 5 zone franche e non una sola.

Caro, carissimo Prof Pigliaru, inteso per “quanto ci costi” e non in senso affettivo, ci dica la verità: la Zona Franca VI TOGLIE IL POTERE di “elargire” cariche di partito, posti di lavoro nella pubblica amministrazione, cassa integrazione, sovvenzioni per aziende e altre elemosine per mantenere quel voto di scambio che assicura il vostro potere politico. Zona Franca vuol dire libertà anche dalla demagogia targata Pigliaru.

gio

06

feb

2014

Nuove strategie per il settore agroalimentare sardo

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” propone all'attenzione della stampa e dei cittadini sardi, una riforma strutturale del settore agroalimentare sardo, che da molti anni è stato violentato da politici interessati solo a creare dipendenze economiche tra la Regione e gli addetti ai lavori, per poter poi vivere di voti di scambio. A noi invece interessa il benessere dei sardi, non quello dei politici.

I numeri del settore agroalimentare sardo parlano chiaro: l’export, concentrato sul pecorino, poi molto distaccati vino, olio e carciofi, vive praticamente per il 60% sull’America settentrionale (USA, Canada). Il nostro giro affari nell’agroalimentare, per un territorio di dimensioni paragonabili alla Sicilia ma con più acqua, è ridicolo. Importiamo l’80% di quello che mangiamo, tra cui tanta spazzatura alimentare dall’Europa pur avendo in Sardegna prodotti biologici di grande qualità.

La nostra ricetta per guarire parte dalla sovranità alimentare: mangiamo prima quello che produciamo, difendendo i nostri negozi locali dalla grande distribuzione con la moneta complementare sarda. Riappropriamoci della grande varietà dei prodotti vegetali e dei sistemi di agricoltura sinergica; abbattiamo l’uso di pesticidi, diserbanti e ricreiamo il valore biologico delle nostre produzioni.

Dobbiamo sviluppare nuovi prodotti che abbiano impatto sul mercato europeo, che non predilige i formaggi salati, ma quelli più freschi che hanno un volume d’affari molto interessante. Dobbiamo inoltre motivare i produttori ad aggregarsi in cooperative per essere più competitivi nei costi, cosi come definire un marchio sardo che sia garante di prodotti completamente biologici. La Sardegna può produrre biologicamente in modo naturale ma non siamo in grado di valorizzare queste qualità.

Puntiamo su prodotti di nicchia e di grande qualità, quelli di massa non fanno per noi. Oltre alle ovvie detassazioni delle aziende nel nostro progetto di Zona Franca e l’eliminazione della burocrazia, bisogna creare una nuova banca rurale sarda che sia specializzata nel settore agricolo per finanziare progetti innovativi. 

Finiamola di supportare con soldi pubblici progetti imbarazzanti come il Sardegna Store, che si poteva realizzare come franchising senza spendere milioni di Euro; dare poi il bando a una ditta “siciliana” per promuovere prodotti sardi nel mondo e aprendo negozi in città che non hanno nemmeno un volo diretto con la Sardegna è davvero ridicolo, un’altra delle favolose idee di dilettantismo economico dell'ultima legislatura, che vivono di slogan ma sono vuote di contenuti.

Prof. Gigi Sanna “Eravamo autosufficienti nella produzione alimentare, poi ci hanno illuso e schiavizzato nelle loro fabbriche inquinanti, ammaliati da un benessere effimero che non si è mai realizzato; siamo solo morti di malattie strane e abbiamo lasciato la terra incolta. Adesso siamo dipendenti dalla grande distribuzione multinazionale e dalle loro elemosine di cassa integrazione perennemente in deroga. Diciamo basta. Ricominciamo a essere sovrani del nostro cibo, mangiamo salute, mangiamo sardo.”

mer

05

feb

2014

Rifondiamo il settore turistico sardo

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” è un movimento di proposta e anche oggi vogliamo essere concreti e descrivere il nostro piano per un rilancio del settore turistico. Le cifre parlano chiaro: Le Canarie hanno quasi 90 milioni di pernottamenti, le Baleari quasi 60 milioni, addirittura Cipro ne ha 13 milioni, mentre la Sardegna stagna da anni su cifre che vanno dagli 11 ai 12 milioni di pernottamenti. 

La Sardegna, che ha una posizione ottimale al centro del Mediterraneo, ha un clima mite, una superficie (a confronto con Baleari e Canarie) molto estesa con territori di una bellezza naturale eccezionali, turisticamente è, numeri alla mano, insignificante.

Molti operatori nel settore turistico si sono addormentati sotto l’ombrellone. Il tipo di turismo che fondamentalmente ha caratterizzato la Sardegna negli ultimi anni (turista italiano, vacanze relativamente lunghe, spiaggia e mare) sta venendo meno anche per le serie difficoltà economiche in Italia. Un’inversione di marcia (turista straniero, permanenze relativamente corte, formati di vacanza attiva) deve essere fatta. Tedeschi e inglesi da soli spendono all’anno 100 miliardi di Euro per le ferie, e coprono il 50% del mercato europeo.

Diversifichiamo l’offerta: amanti del cavallo, cicloamatori, golfisti, amanti del wellness (ottimo per le stagioni intermedie), amanti dell’archeologia, della cultura e dell’arte, escursionisti, amanti della natura montana, scalatori, amanti della vita agreste, sportivi di tutti i tipi (vedi ad esempio i triatleti che vanno alle Canarie), giovani in cerca di avventura e vita all’aperto. C’è inoltre il turismo enogastronomico che ben si sposerebbe con l’allevamento e l’agricoltura. Ci sono 80 formati turistici possibili in Sardegna, finiamola di credere che spiaggia, sole e mare possano bastare. Nel nostro programma descriviamo un piano preciso per il rilancio del turismo:http://www.movimentozonafranca.com/programma/economia/turismo/

Ovviamente per far partire questi formati turistici si devono garantire infrastrutture adeguate: collegamenti aerei e marittimi competitivi per tutto l’anno, fruibilità del territorio con una nuova rete ferroviaria che permetta al turista di muoversi senza auto, come accade in tutti le mete turistiche mondiali.

Prof. Gigi Sanna “Facciamo diventare anche i traghetti un punto vendita. Altro che usi e costumi napoletani. Su ogni traghetto ci devono essere centri informativi invogliando i turisti a compiere escursioni anche nelle zone interne. Il territorio nel raggio di almeno 80 chilometri dal porto di arrivo deve essere presentato al dettaglio per le settimane a venire. Il tutto deve essere abbinato a brochure sempre attuali (con calendario) in varie lingue”.

mar

04

feb

2014

Pacchetto etico

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” propone all'attenzione della stampa e dei cittadini sardi, una serie di punti programmatici che riguardano "l'etica e la morale", parole ormai desuete in ambito politico: 

1. Limitiamo l’attività politica a due mandati per i consiglieri regionali e inseriamo la politica part time. Crediamo fermamente che "il politico" non possa più essere una professione a lungo termine e soprattutto che la politica non possa diventare lido privilegiato di lauti stipendi pagati "a tempo pieno" per un minimo impegno. I cittadini devono e possono dare il proprio contributo alla vita politica e collettiva mantenendo però la loro occupazione primaria. Questo principio permetterà agli incaricati eletti di non abusare di posizioni privilegiate ma di rendersi reali servitori del bene comune. 

2. Riduciamo radicalmente i costi della politica, allineando gli stipendi dei consiglieri regionali alla media di quelli europei e definendo inoltre regole certe e trasparenti per i rimborsi spese.

3. Abroghiamo ogni forma di finanziamento pubblico dei partiti e mettiamo in pratica da subito quanto sancito dal referendum. Poniamo dei massimali anche al finanziamento privato, per non cadere nella trappola di chi ha troppi amici altolocati. La politica si liberi dei soldi e reinvesta nelle idee, ridiventi passione, partecipazione e altruismo. 

4. Eliminiamo i doppi incarichi e" l’accumulo" di stipendi. Lasciamo che il dono dell'ubiquità di troppi personaggi abbandoni le stanze degli uffici pubblici. Lasciamo spazio alla qualità e alla serietà di chi vuole lavorare. 

5. Limitiamo i poteri della partitocrazia vietando le nomine di funzionari da parte della regione, liberando agenzie ed enti dal clientelismo politico dando invece la possibilità di carriere che si basino esclusivamente sulla professionalità e la meritocrazia. Diamo spazio ai concorsi e alle competenze. 

Ogni ulteriore necessità di leggi per motivare un comportamento morale consono è una sconfitta. Consideriamo ogni norma solo un ponte verso il futuro, dove il sentimento etico sia intrinseco, parte formante della nostra comunità, da non scrivere perché ovvio, da non dire perché vissuto, da non limitare perché mai finito. 

Noi non crediamo di poter risolvere un problema morale con delle leggi, le leggi universali del buon senso non sono scritte; chi ha perso questi canoni che fondano il principio di comunità non troverá posto in quella cerchia che vorremmo di nuovo chiamare “onorevole”. 

Prof Gigi Sanna: “L’interesse della casta a un restauro morale della politica è zero. Questo toglierebbe loro la stessa ragione di esistere, nella forma di apparato costruito sui clientelismi. Togliendo i soldi ai partiti potremmo ritrovare le vere motivazioni per fare politica, ovvero l’altruismo e la generosità di dare qualcosa indietro alla comunità a cui appartiamo e di cui siamo orgogliosi”.

lun

03

feb

2014

Zona franca vuol dire affrancarsi dalla stampa di regime

Gentilissimi cittadini di Sardegna, al candidato presidente del Movimento Zona Franca Prof. Gigi Sanna è stato chiesto di partecipare per UN’ORA al programma “Dentro la notizia” di Videolina, il ramo televisivo dell’Unione Sarda. Anche a Pier Franco Devias è stata offerta UN’ORA di tempo, mentre a tutti gli altri candidati alla presidenza della Regione Sardegna è stata dedicata UN’INTERA PUNTATA. Beh …sapete cosa diciamo a questa stampa? Lo diciamo dopo, prima vi mostriamo qualche dato.

Riportiamo qui le statistiche di apparizione, comprensive di testi e foto espresse in cm2, sulla testata Unione Sarda per il periodo 15 gennaio - 3 febbraio 2014: queste statistiche riguardano SOLO i candidati presidenti, escluso lo spazio da “par condicio” denominato intervista personale e la cronaca politica.

I dati sono molto interessanti:
1. Prof. Pigliaru con 9125 cm2 e 6 citazioni in prima pagina, 
2. La signora Murgia con 3 citazioni e 5667 cm2, 
3. Il designato ex governatore Cappellacci (senza l’altra metà di articoli “istituzionali”) con 5239 cm2 di campagna elettorale e 6 presenze in prima pagina,
4. L’onorevole Mauro Pili con una citazione in prima pagina e 4336 cm2,
5. Pier Franco Devias con 1165 cm2 
6. Con la bellezza di 410 cm2 di apparizione sull’Unione Sarda il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente”.

Denunciamo quindi PUBBLICAMENTE un oscuramento di fatto del nostro candidato premier GIGI SANNA, del nostro programma e del nostro Movimento, perché NOI vogliamo una politica delle idee che non piace ai cortigiani di partito. 

Il rapporto “Freedom House” definisce la stampa italiana “semi-libera” nella classifica europea della libertà di stampa 2012; Una classifica che pone l’Italia, nell’ambito delle nazioni Europee, al pari della Turchia. Nella classifica mondiale di “Reporter senza frontiere”, la stampa italiana è invece 57esima in riferimento alla libertà di espressione, dopo Haiti, Burkina Faso, Niger, El Salvador e Papua-Nuova Guinea. 

A questo tipo di stampa faziosa, schierata, lottizzata e serva dei potenti, mandiamo anche noi come Movimento Zona Franca un simpaticissimo e cordialissimo: “Vaffa……!”

E per quanto riguarda la trasmissione “Dentro la Notizia”, NOI NON PARTECIPEREMO ma invitiamo i responsabili a dare più tempo a Pier Franco Devias, al quale noi cediamo volentieri il nostro spazio televisivo, sia per quanto riguarda quella trasmissione sia per quella della settimana prossima, cosi almeno riequilibriamo il trattamento VERGOGNOSO riservato a lui come a noi.

sab

01

feb

2014

Referendum propositivo senza quorum con dovere di applicazione

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” è l'unica forza politica di questa campagna elettorale, che non dice solo cosa fare ma dice anche come fare: Apriamo la porta della democrazia e facciamo entrare il popolo con il referendum propositivo senza quorum con dovere di applicazione. Diamo un calcio nel deretano alla casta dei politici che promette in campagna elettorale e poi è smemorata per 5 anni. Che Il popolo torni veramente “sovrano”.

Per avere la legittimazione democratica di una proposta politica, il cittadino deve oggi fondare un partito o entrare in un partito, poi lottare perché quella sua singola iniziativa entri nel programma dello stesso. Questo iter blocca la passione per la politica della gente normale.

Urge quindi istituzionalizzare la raccolta firme per avere il diritto a proporre il referendum propositivo. A livello regionale e comunale si può riportare la politica alla sua dimensione originaria. Comitati spontanei di semplici cittadini, proporranno delle iniziative locali (un parco, una pista ciclabile etc.) dettando nuove priorità alle amministrazioni, diventando sempre più consapevoli delle possibilità finanziarie del proprio comune e creando quindi una conoscenza condivisa più forte e specifica della "res publica”.

La politica non sarà più solo quella che vogliono “loro” ma quella che vuole la gente: Trivellazioni, gasdotti, autodeterminazione del popolo Sardo, costi della politica sono temi tipicamente referendari, perché trasversali, non appartenenti alle vecchie posizioni ideologiche di destra e sinistra, peraltro ormai del tutto anacronistiche soprattutto a livello regionale e comunale.

Per evitare che gli interessi dei grandi conglomerati urbani siano troppo dominanti, il voto dei referendum regionali dovrebbe avere due tipi di maggioranza per essere convalidato: quella degli elettori e quella dei territori. In questo modo si rispetterebbe anche il volere politico delle zone meno popolose ma con vasta superficie.

Prof. Gigi Sanna: “I signori politici della nostra regione hanno paura dei referendum propositivi come i vampiri dell’aglio; il referendum è volontà popolare pura, su contenuti che interessano tutti i Sardi. Possiamo far valere il senso comune del “buon padre di famiglia” e sconfiggere con questo strumento la partitocrazia, che difende le proprie posizioni di potere a discapito del benessere della comunitá".

gio

30

gen

2014

Proteggiamo l’economia sarda con la moneta complementare

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” mentre tutte le altre forze politiche sono impegnate con grande appoggio della stampa a proclamare sempre le stesse promesse, finora mai mantenute, senza mai dire con quali mezzi vogliono raggiungere i traguardi stabiliti, noi proponiamo strumenti collaudati per migliorare la nostra situazione disastrosa: Proteggiamo l’economia sarda con una moneta complementare regionale.

L’80% di tutto ciò che noi oggi consumiamo in Sardegna è importato, anche nel settore agroalimentare. È in atto una desertificazione del nostro apparato produttivo senza precedenti. Ormai siamo solo consumatori, non più produttori. Ma chi non produce non lavora, chi non lavora non guadagna, chi non guadagna non consuma: un circolo vizioso che fa chiudere le nostre aziende, una dopo l’altra.

Se il Prof. Paolo Savona paragona l’Italia a una “pentola bucata”, la metafora giusta per raffigurare la Sardegna è uno “scolapasta”. La globalizzazione, l’Euro, il nostro stato di insularità mai combattuto e l’incompetenza della classe politica sarda negli ultimi 10 anni ci ha ridotto in questa situazione. Cosa propongono allora Pigliaru e Cappellacci? Niente, parlano di crisi mondiale epica da superare come se fosse solo il brutto tempo e dopo ritorna aut manticamente il sole, ma nell’Europa settentrionale stanno benissimo, gli Stati Uniti si sono ripresi da tempo e i paesi emergenti ci stanno economicamente superando. Crisi mondiale? Non è vero niente!

Con la moneta complementare possiamo proteggere la nostra economia regionale creando un circuito chiuso che possa tappare i buchi dello scolapasta e quindi far ripartire il nostro settore produttivo. Una parte dei salari viene elargita nella moneta complementare (ad esempio come carta prepagata) con la quale si può fare la spesa in negozi certificati che vendono prodotti sardi. Questo tipo di moneta, che non conosce interessi, quindi incrementa subito i consumi, ma appunto quei consumi che creano un circolo virtuoso nel nostro territorio.

Nel mondo esistono 5’000 monete complementari: il caso che più rende l’idea è quello della banca WIR, nata come cooperativa con l’obiettivo di sopperire alla crisi del 1929 proprio per “motivare” a consumare prodotti locali. Ancora oggi 60’000 imprese usano questa moneta complementare. Si può fare solo in Svizzera? Non si può fare in Europa? Non è vero niente! 
In Belgio circa 5.000 commercianti accettano pagamenti in RES, moneta complementare utilizzata da oltre 100.000 consumatori attraverso un’apposita card simile alle carte prepagate ricaricabili. Oggi il RES ha ramificazioni anche in Olanda e in Catalogna.

Il Prof. Gigi Sanna: “Sapevamo di avere una casta politica sarda senza la minima creatività per risolvere i problemi della Sardegna. Questi eccellenti burocrati però sono talmente inadeguati che non riescono nemmeno a “copiare” quegli strumenti, come ad esempio la moneta regionale complementare, che possono risolvere almeno in parte i nostri problemi.”

mer

29

gen

2014

Servitù Militari? Fatele a Roma

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” ha le idee chiarissime su ciò che si deve fare delle servitù militari in Sardegna: CHIUDERLE! 

Sono più di cinquanta anni che I Sardi dicono “fuori le basi militari” e nulla da allora è cambiato. Su 400 km2 di servitù militari 240 km2 sono in Sardegna (65%) anche se la Sardegna ha solo l’8% della superficie italiana. Sono state promesse compensazioni finanziarie: le solite elemosine per corrompere chi è già povero. Abbiamo imparato sulla nostra pelle, che i padroni “in domu nostra” non hanno mai dato nulla e mai daranno.

Abbiamo sentito le incredibili dichiarazioni del ministro Mauro, un esempio di come l'ipocrisia si eleva a sistema, arroganza e disonestà intellettuale. Anche allora si diceva che erano necessarie per la difesa “nazionale” e che non ci sarebbe stato alcun pericolo per la popolazione, perché il monitoraggio sarebbe stato costante e avrebbe visto coinvolte le istituzioni dell'Isola. 

E invece cosa ci rimane? Interi territori devastati e inquinati dal torio, indagini della magistratura, malformazioni e carcinomi. E sono solo le cose di cui noi sappiamo. Cosa fanno i nostri eroi “sardi” Pigliaru e Cappellacci? Cosa fanno questi scout indiani asserviti alle dipendenze delle loro centrali romane? Abbassano la testa, come sempre.

Signor designato ex governatore Ugo Cappellacci: Come fa a parlare di Stato Italiano “patrigno” solo pochi giorni fa e oggi parlare di quello stesso Stato davanti alla brigata Sassari chiamandolo “patria”? E non si è sentito male quando qualcuno proponeva che il nostro “Fortza Paris”, grido di coraggio di un intero popolo sardo, divenisse un grido italiano?

Il piano è un altro: quello di spopolare questa terra, mandarci tutti nella riserva virtuale dell’emigrazione per poi farla voi la Zona Franca. La Zona Franca Integrale MILITARE.

mar

28

gen

2014

Nessun giovane deve rimanere a casa.

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” è un movimento non di protesta, ma di proposta, che vuole solo cambiare in meglio la Sardegna. Con la Zona Franca del lavoro, possiamo creare occupazione, ma le aziende del futuro per essere competitive devono poter attingere a un serbatoio di persone altamentespecializzate. La dispersione scolastica in Sardegna è ormai a livelli africani. Per questo proponiamo di investire in:

1) Formazione Professionale duale: quello che era il nostro apprendistato (inventato nel rinascimento) è la base della fortuna occupazionale dell’Europa settentrionale, specialmente della Germania. TUTTI coloro che dopo la scuola obbligatoria non vogliono continuare gli studi imparano un lavoro. Con appositi incentivi per le aziende questi giovani hanno un posto e una salario (in Germania tra i 600 e i 1000 Euro!) e in media lavorano (pratica: 3 giorni in azienda) e studiano (teoria: 2 giorni a scuola) il “mestiere” alla perfezione. Dopo 3-4 anni devono superare gli esami di maestranza ottenendo così, un valore qualitativamente standardizzato sul mercato del lavoro.

2) Formazione Accademica: La Sardegna ha solo il 10% di laureati tra le persone in età lavorativa (ultimi nell’OCSE: Canada 47%, Giappone 40%, Svizzera e Olanda 30%, Italia 13%, Turchia 11%). Questo correla con il grado di occupazione in Sardegna del 40% dove siamo di nuovo gli ultimi (Islanda e Svizzera 80%, gli altri citati sopra il 70%, Italia 57%, Turchia 47%). Formazione accademica e occupazione vanno di pari passo, dobbiamo investire nella formazione, ma cercando di “influenzare” le scelte con incentivi finanziari per formare il “personale” adeguato alle richieste del mercato del lavoro.

3) Imparare le lingue: Dal sardo all’asilo all’inglese al liceo, ma non come materia da imparare, bensì come lingue da utilizzare per imparare altre materie. In alcune scuole europee del Nord la biologia, la matematica, la fisica e addirittura la storia s’insegnano in inglese. Questo succede non in licei privati, ma in quelli statali. Le aziende di alta tecnologia che approderanno nella Zona Franca della Sardegna e che parlano internamente solo inglese, potranno così subito arruolare giovani preparati professionalmente e linguisticamente.

NOI del Movimento Zona Franca non lasceremo nessun giovane a casa! Queste sono le nostre proposte per frenare l’emigrazione forzata dei nostri giovani e l’ignoranza che questo sistema vuole espandere sempre più. All’emigrazione noi diciamo: ORA BASTA!

lun

27

gen

2014

Equitalia noi la chiudiamo!

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” vuole essere chiaro per quanto riguarda il programma di governo su alcuni punti che riteniamo applicabili dal 18 febbraio 2014. 

Uno riguarda quell’organizzazione di usura legalizzata chiamata Equitalia, dove si prendono i premi (la taglia) all’accertamento dell’evasione e non quando ne è stata appurata l’esattezza. A noi interessano poco i toni concilianti degli ultimi giorni in quanto a rateizzazioni e sconti su quelle loro ammende e more che sono vergognose per un paese civile. Noi vogliamo evitare che le persone si suicidino perchè Equitalia toglie loro anche la speranza.

Noi faremo cosi:

1) Immediata chiusura di Equitalia, cosa che i governatori del “non fare”, capi di filiali sarde agli ordini delle centrali romane, hanno dimenticato essere nelle loro facoltà, basta rescindere un contratto. A loro la situazione del popolo che si trova in difficoltà non interessa proprio. 

2) Apertura dell’Agenzia delle Entrate Regionale subito perché è un diritto sardo come la Zona Franca e un’esigenza per renderla operativa. Questa agenzia incamererà tutte le tasse dei Sardi e darà solo dopo le compartizioni dovute allo Stato Italiano con la stessa solerzia che lo Stato ha nei confronti della Regione Sardegna per pagare le rate della “vertenza entrate". 

Abbiamo comunque un'idea per utilizzare Equitalia fino alla scadenza del contratto: la incarichiamo di riscuotere per conto della Regione Sardegna il debito che lo Stato Italiano ha nei confronti della stessa (la pochezza di 10.5 miliardi di Euro che Montipigliaru ha dimezzato per la "felicità" dei Sardi) sempre con le stesse more e ammende (fino al 45%) che Equitalia ha usato finora nei nostri confronti.

ven

24

gen

2014

Montipigliaru e la Zona Franca

Per un economista come il Prof. Pigliaru, non voler riconoscere i vantaggi della Zona Franca è, come per un medico, proibire gli antibiotici in caso di grave infezione batterica.

Il fatto che il suo antagonista di destra, si sia appropriato indebitamente di un tema politico che noi del Movimento Zona Franca con “Gigi Sanna Presidente” abbiamo lanciato più di un anno fa e l’abbia volutamente trasformato in tema elettorale adottando i suoi metodi di “letargo operativo”, non può essere il motivo per dire che la Zona Franca sia una cosa “utopistica e demagogica”.

Il designato ex governatore Cappellacci è, solo la persona meno adatta a fare la Zona Franca, considerate le sue poco edificanti esperienze di “detto e mai fatto”. Il Prof. Pigliaru, che è una persona preparata, ma arrivato per caso a capo di un partito di burocrati eccellenti e capobastone (parole loro) con candidati indagati nelle liste, dovrebbe saper cogliere queste differenze.

Quando il Prof. Pigliaru, da noi più noto ormai come Montipigliaru, dice che: “fa fatica a capire perché s’insiste tanto sulla Zona Franca Integrale” e che: “se uno vuole un territorio con tasse al minimo e con servizi pubblici anch'essi al minimo, basta soltanto dirlo” pare viva in un altro universo. Gli facciamo notare, visto che nella torre di avorio accademica non ci sono finestre per osservare la realtà popolare, che qui paghiamo le tasse al massimo, ma i servizi pubblici sono al minimo, se non addirittura inesistenti.

Se le zone franche di questo mondo, nelle loro più svariate forme di applicazione per corrispondere ai fabbisogni specifici di sviluppo di chi le applica, sono poi cosi deleterie, perché tutti coloro che vivono in quelle zone franche stanno meglio di noi? Perché pagano meno tasse e godono di servizi migliori dei nostri? A Livigno si guadagna bene e l’autobus è gratis. Alle Canarie (Zona Franca fiscale), un imprenditore paga il 4% di tasse sugli utili se investe e crea posti di lavoro. Gli ospedali alle Canarie sono eccellenti e non hanno nemmeno liste di attesa.

Certo è che alle Canarie, i grandi centri dei “servizi burocratici” non ci sono, forse sono quelli i servizi di cui parla Montipigliaru. Noi di quelli però, ne facciamo volentieri a meno, perché anche noi vorremmo aprire un’impresa in un giorno, così come fanno a Tenerife. Caro Montipigliaru: lasciaci vivere in queste zone “utopistiche e demagogiche”!

gio

23

gen

2014

Flotta Sarda?

Il Movimento Zona Franca con “Gigi Sanna Presidente” è stupito di quanto clamore stia facendo la questione della “flotta sarda”.


È triste che il designato ex governatore della Sardegna si sia distinto con una sola legislatura per aver fatto pochissimo; quando poi ha fatto qualcosa, ha creato solo disastri. Ha agito come un dilettante allo sbaraglio, andando inoltre, contro i principi economici che la sua parte politica avrebbe dovuto seguire.

In Zona Franca, la Regione ha il compito di creare le infrastrutture, per agevolare lo sviluppo economico e sociale e, vigilare come un arbitro affinché ci sia un mercato libero e una concorrenza leale tra gli imprenditori. Sono le piccole e medie aziende che creano lavoro e benessere, non la pubblica amministrazione.

In Zona Franca, saranno i sardi a controllare i porti e a monitorare il “mercato” perché funzioni sulla base di prezzi competitivi. Pertanto chi fa l’arbitro, non può anche giocare. 

gio

23

gen

2014

Murgia chi?

Dire, come ha fatto Michela Murgia in un’intervista all’Unione Sarda, che non conosce ne Pier Franco Devias ne il Prof. Gigi Sanna, candidati governatori come lei stessa alle prossime elezioni regionali, può significare due cose: o la “radical chic” della letteratura italiana non ha fatto i compiti a casa, o  la signora delle “happy hours” e dell’“Open Space Technology” (per il popolo come noi noto anche come “gruppo di lavoro”) ha già imparato a fare il “politico”.  
 
Sfoggia subito quella tracotanza che lei stessa, appena poche settimane fa indicava essere d’altri, riconoscendo ad un malcapitato assessore forzista “il profilo della razza padrona, il potere affarista, corrotto e sicuro di sé che mostra i denti marci al nuovo con l'arroganza di chi pensa di restare in piedi a dispetto di qualunque vento.”
 
Oltre alle belle frasi ci vogliono coerenza e contenuti. Saremo ben felici se invece dicesse qualcosa su temi come la zona franca dei Sardi o quello che vuole fare da grande politicamente, magari allearsi al PD o altre "forze italiche" e alle loro liste collaborazioniste? Noi questo non lo faremo MAI.
 
Michela Murgia pare più (per restare nelle sue sfere) una candidata alla ricerca di un popolo, mentre da noi è il popolo che ha cercato e trovato un candidato. Non è proprio una differenza marginale! Il risalto mediatico all’americana tramite l’appoggio di amici importanti che poi vorranno passare alla cassa, è preoccupante ed è inversamente proporzionale ai contenuti del suo programma pieno di belle parole ma povero di cose concretizzabili.
 
Auspichiamo che la signora Murgia quindi non ci "delizi oltre" solo con frasi alla Marzullo del tipo “per desiderare la libertà devi prima realizzare consapevolmente che sei nato in gabbia”, quando qualcuno forse, meno “bravo” di lei diceva che “la libertà prima che costrizione fisica è uno stato dell’anima”. Questo qualcuno si chiamava Nelson Mandela.
 
Anche noi, piccolo popolo, signora Murgia…. sappiamo leggere.
 

mer

22

gen

2014

La lista numero 1

Il Movimento Zona Franca, sarà il primo simbolo sulla scheda elettorale per il rinnovo del consiglio regionale della Sardegna. Ci ha pensato l’angelo custode della Zona Franca a compensare il sabotaggio mediatico che stiamo subendo da parte del duopolio cartaceo regionale da ormai diversi giorni.

Per questo mandiamo a tutti i Giornalisti in “ascolto” gli indirizzi utili per trovare sia tutti i comunicati finora da noi pubblicati, sia le “punte 'e billette” giornaliere del nostro candidato presidente: 

www.movimentozonafranca.com/stampa/comunicati-del-coordinamento/ 

www.movimentozonafranca.com/stampa/una-punta-e-billette-di-gigi-sanna/ 

Inoltre, la presente per comunicare anche, che siamo stati esclusi dal poter presentare una nostra lista in Ogliastra in quanto la burocrazia, nonostante avessimo depositato 510 firme, non ci farà partecipare, negandoci una rappresentanza democratica legittima. 

Pur avendo integrato quanto richiesto dal tribunale, adesso ci si appiglia ai tempi scaduti, quei tempi che invece per i “lords of burocracy” nel caso del sorteggio, rinviato per 2 volte di seguito, non scadono mai.

Ma tutto ciò non potrà certo sconfortarci e, dopo la festa di sabato a Santa Giusta alla quale tutti sono invitati, ne faremo un’altra a Dorgali: domenica 26 alle ore 17.00 presso il Ristorante Sant’Elene, alla quale presenzierà il nostro candidato presidente Prof. Gigi Sanna e, alla quale vi invitiamo cordialmente.

lun

20

gen

2014

Qui, ora. Cosa?

Il Movimento Zona Franca vuole aiutare i giornalisti a usare appropriatamente lo slogan della campagna elettorale del designato ex governatore Cappellacci: 

Dove rimangono a casa 147.000 disoccupati (quota 30%!)? Qui, ora. Dove non lavorano 146.000 “lavoratori” che usufruiscono degli ammortizzatori sociali? Qui, ora. Dove vivono 370.000 persone sotto la soglia di povertà? Qui, ora. Dove abbiamo i campioni della burocrazia? Qui, ora. Dove attraccano i traghetti più cari d’Europa? Qui, ora. Dove assillano Equitalia e Abbanoa i cittadini? Qui, ora.

Ci vuole una dose gigante di sfacciataggine a volersi ricandidare dopo una strage di 75.000 posti di lavoro in 5 anni di legislatura (3 volte la media nazionale), cavalcando un diritto sardo: quello della Zona Franca Integrale Extradoganale, un volàno, ma non per l’economia dei sardi, come vogliamo noi, bensì per quella privata di alcuni suoi amici (eolico docet). 

Riproporre questo “rivoluzionario” a parole per un mese e, in coma politico per 4 anni e 11 mesi di NON governo, la cui qualità migliore sta nella sartoria, è ingiustificabile. Una sorta di negazione della meritocrazia. 

Ma forse il duopolio PD – Forza Italia, impersonati dagli amici intimi Renzi e Berlusconi si è già accordato per chi in Sardegna farà “il padrone” e chi “il sotto”. Per questo chi disprezza l’inciucio massimo tra indagati, condannati, rinviati, raccomandati o solo mal capitati, voti qualcos’altro. Magari chi MAI farà comunella con gente di quel tipo: Il Movimento Zona Franca

lun

20

gen

2014

Il problema dei nomi

Dobbiamo constatare con dispiacere che alcuni giornali confondono il nostro Movimento con altri:

Il “Movimento Zona Franca” siamo noi, quello che candida il Prof. Gigi Sanna a presidente della Regione Sardegna. Andiamo da soli, coerenti con i nostri principi di trasversalità contro i partiti tradizionali con i quali MAI faremo alleanze.

Quello della dottoressa Randaccio, lista coalizzata con il designato ex governatore della Sardegna Cappellacci si chiama:
“Movimento Sardegna Zona Franca - Lista Maria Rosaria Randaccio”

Vi preghiamo quindi di non confondere il nostro Movimento Zona Franca con quello di liste collaborazioniste, come fatto ad esempio oggi dall’Unione Sarda nel Diario Elettorale.

Ve ne siamo anticipatamente molto grati.

dom

19

gen

2014

Le liste, le firme, e l'Ogliastra

Il Movimento Zona Franca rimarca l’assurda situazione “liste” creatasi nell’Ogliastra.

In quattro giorni bisognava raccogliere 500 firme su 58'000 abitanti circa, una media di una firma ogni 116 abitanti, di cui circa il 30% non vuole votare e un altro 20% non puó, quindi una firma ogni 60 persone. Supponiamo di avere 4 liste che cercano le firme, siamo a 1 firma ogni 15 persone. Una caccia al tesoro su un territorio grande e poco popolato. E se un giorno si presentassero 8 liste nuove cosa facciamo? Arriviamo al ratto degli ogliastrini?

Con gli stessi parametri a Cagliari si sarebbero dovute raccogliere 4’750 firme invece che 1’000. Questo è il “buon senso” dei nostri politici! A confronto di questi burocrati, ogni scolaro delle elementari è un premio nobel per la logica.

E nonostante tutto, noi abbiamo depositato 510 firme come il tribunale di Lanusei ha attestato rilasciandoci relativa ricevuta. Adesso ci dicono che sono 471.

Ora abbiamo la possibilità di fare ricorso al TAR, prendere un avvocato, spendere soldi, tempo ed energie per una cosa che appare agli occhi di tutti cosí evidente.

Ma noi siamo il popolo, quel popolo che non ha i soldi per un avvocato e che non capisce nemmeno perchè ne dovrebbe avere uno: partecipare alle elezioni è un diritto democratico, perché uno che non ha soldi non può farlo?

Siamo forse cittadini di serie B? Bene… allora siamo in tanti.

ven

17

gen

2014

Il tempo delle promesse e della furbizia

Il Movimento Zona Franca non inizia nessuna campagna elettorale; noi, con i nostri comitati di cittadini, abbiamo informato la popolazione sarda sulla Zona Franca da un anno e mezzo, andremo avanti a informarla anche in questo periodo e, anche dopo il 16 febbraio.

I partiti tradizionali di destra e di sinistra con cui noi MAI faremo una coalizione, sono di nuovo in giro nelle loro “conference rooms” ben riscaldate. Le nostre, sono fredde, dove vive quel popolo che non chiede promesse: ma onestà.

Quell’onestà del pensionato, che vuole restare anonimo e che riporta ai vigili i 4.000 euro trovati. La notizia per noi è che questo fa notizia! L’onestà pare diventata una cosa rara, mentre è sempre stata la base fondante della nostra comunità sarda, infetta da troppo tempo da un malcostume importato.

E così, non dobbiamo meravigliarci se abbiamo un governatore “furbo” che cambia lista, per non dover andare a raccogliere firme comportandosi come quelli che non vogliono fare la fila. Sono questi gli esempi per i nostri figli?

E cosa dire di questi partiti, che fanno una legge elettorale palesemente anticostituzionale così complicata, che nemmeno loro capiscono. E che ovviamente interpretano come vogliono, sempre furbescamente. Forse per dare meno possibilità alle donne?

Noi, il popolo fuori, quello dei lavoratori oppressi da Equitalia, quello delle famiglie bastonate dalla Tares, quello di chi è disoccupato e cerca una dignità, quello dei giovani che vogliono meritocrazia, quello appunto dei pensionati che portano i 4.000 euro ai vigili, non si attacca ai cavilli del calcolo periodico e dove c’erano 5 candidati da proporre, noi abbiamo sempre messo due candidate.

È arrivato il momento, che l’onestà ritorni di moda.

mer

15

gen

2014

Il tribunale di Lanusei contro il popolo sardo

Il Movimento Zona Franca vista l’ora tarda smentisce categoricamente che quanto segue sia una favola, dato che inoltre non si presta proprio a far dormire i bambini, perchè dal titolo "Il tribunale di Lanusei contro il popolo sardo".

C’era una volta infatti in un’isola lontana la democrazia, ma su quel di Lanusei uno sparuto gruppo di burocrati deciseche la democrazia è una brutta cosa e cosi anche le votazioni, tutto quel andare e venire di gente, tutte quelle scelte da fare, troppo per cittadini sereni e pacati come gli ogliastrini. Bisogna aiutarli, semplificare, decidere per loro, risparmiare carta e inchiostro.

E cosi eliminarono 12 liste su 26, in pratica quasi la metà: Sinistra Ecologia Libertà, Partito Sardo d’Azione, Fronte Indipendentista Unidu, Rossomori, Meris – Malu Entu, Partito Democratico della Sardegna, Unidos, Mauro Pili Presidente, Italia dei valori, La Base Sardegna, Unione Popolare Cristiana e anche noi del Movimento Zona Franca.

Non vogliamo addentrarci nelle argomentazioni tra le quali spicca però una veramente interessante: “(le firme) non risultano essere state debitamente autenticate da Pubblico Ufficiale in quanto non risulta leggibile la firma e non indicata ai sensi del DPR 445/00 la qualifica rivestita del Pubblico Ufficiale autenticatore”.

Già, perché adesso dobbiamo non solo raccogliere le firme e farle autentificare ma autentificare anche chi autentifica.

C’è bisogno ancora di una spiegazione perché il Movimento Zona Franca vuole ELIMINARE la burocrazia con la Zona Franca?

I cittadini sono fuori dal palazzo e vogliono entrare, per quello stiamo bussando alla porta, aprite, perché da dietro spingono.

mer

15

gen

2014

Lista dei candidati del Movimento Zona Franca

CARBONIA-IGLESIAS
Suella, Francesco
Scanu, Angela
Tiragallo, Antonio

OLBIA-TEMPIO
Congiu, Pasqualino
Salciccia, Diego
Sanna, Gianfranco
Brandanu, Janette
Quercia, Lucia

SASSARI
Galasso, Mario
Ledda, Sabrina Dania 
Simula, Piero
Cadoni, Gian Paolo 
Fenu, Ettore 
Mereu, Angela
Mura, Graziella
Catgiu, Francesco
Zolo, Paoletta
Secci, Marco

 

ORISTANO
Scibilia, Carla
Atzori, Maria Vittoria
Manca, Sandro
Mestroni, Alessandro
Poddi, Carlo
Canneddu, Ivo

CAGLIARI
Baldino, Anna Maria
Anselmeti, Giuseppina
Marini, Giuseppe
Lai, Gianpaola
Garraffa, Vincenzo
Masala, Vittorio
Ciarpi, Gabriele
Pusceddu, Maria Cristina
Carrus, Cristian
Deiana, Francesco
Coghe, Mario
Marras, Margherita
Mundula, Gian Luca Giulio
Coghe, Dino
Scanu, Alessandro
Mallus, Daniela
Mascia, Marco
Loi, Pietro

NUORO
Rubanu, Mario
Zola, Stefano
Bacchitta, Chiara
Nurchis, Tommasina
5. Pischedda, Antonio

OGLIASTRA
Conciatori, Monia 
Garau, Oscar



mar

14

gen

2014

Il Movimento Zona Franca ha presentato le firme in 7 circoscrizioni su 8

Il Movimento Zona Franca con "Gigi Sanna Presidente" ha depositato le liste e le firme per partecipare alle prossime elezioni regionali nelle 7 delle 8 circoscrizioni elettorali della Sardegna in cui si voleva presentare. In solo 2 giorni sono state raccolte quasi 7’000 firme, delle quali sono state fatte certificare ca. 5'000. Non abbiamo candidato politici e quindi nemmeno indagati, ma solo cittadini, uno spaccato di quel popolo al quale la casta si nasconde andando a ritrovarsi nei meandri degli hotel di lusso.

L’odissea burocratica per avere il “permesso” di partecipare alle elezioni sulla base di una legge elettorale anticostituzionale a tutti gli effetti, meriterebbe un opuscolo a parte. Questa legge confezionata dal “duopolio del potere” PD e Forza Italia per tenere alla larga dalle loro manovre di palazzo eventuali disturbatori, cioè noi, è l’esempio più evidente di come questi professionisti dei propri interessi sono del tutto inadeguati a ridurre la burocrazia nell’amministrazione sarda, perchè sono la burocrazia.

Il Movimento Zona Franca comincia la sua campagna elettorale e dichiara che anche in caso di possibilità di poter essere in una maggioranza governativa se nessuna forza politica raggiungesse il 25% dei consensi non farà MAI alleanze post elezioni con i partiti italiani e i suoi “collaborazionisti”. 

Lotteremo perché la Sardegna abbia finalmente un’alternativa ai presidenti di destra “babbei” (non sono parole nostre) quando si tratta dei nostri interessi, ma furbi per i propri quando ci sono da applicare premeditati cavilli per non far raccogliere le firme agli amici di coalizione. 

Ma ci vuole anche un’alternativa agli aspiranti presidenti di sinistra che denotano l’empatia di un Mario Monti, la perfetta padronanza del “politichese alto” e un curriculum politico invidiabile dove spicca l’acquisto della sanità sarda a sole spese nostre e dei nostri figli.

Auspichiamo che altre forze politiche dichiarino prima delle elezioni che anche loro non faranno mai un’alleanza con i partiti italioti e le loro stampelle “made in sardinia”, altrimenti è chiaro che SOLO chi vota Movimento Zona Franca sa già come e in che cosa investe.

mer

08

gen

2014

Risposta e diffida alla Lista Randaccio

È con dispiacere e sorpresa che constatiamo alcune amnesie della dottoressa Randaccio, che proiettata ormai in una sua zona franca virtuale parla di “contrabbando” di logo non ricordando che è stata Lei in primis con l’avvocato Scifo e il signor Patta a decidere di fare una lista in coalizione con Forza Italia senza nessuna legittimazione assembleare.

Per questo motivo poi è stata diffidata dall’uso del logo Zona Franca di proprietà della KLS art&design per aver tradito i principi di trasversalità e apartiticità sui quali è fondato il Movimento Zona Franca.

Il Movimento Zona Franca riconosce come ha sempre fatto le competenze tecniche della dottoressa Randaccio per il suo passato di Intendente delle Finanze dello Stato Italiano.

Nessuna competenza tecnica però può essere più importante dei principi di democrazia e coerenza che il nostro Movimento vive, e nessuna competenza tecnica può fare di una persona una persona migliore di un’altra.

Tra i nostri principi viviamo anche quello dell’umiltà e del rispetto reciproco, cosi come quello della cordialità. Ed è per questi principi che senza rancore invitiamo anche la dottoressa al nostro “ballu tundu” per la zona franca.

Al designato ex governatore Cappellacci invece ricordiamo che noi la Zona Franca la vogliamo per ricreare quei posti di lavoro che lui ha distrutto, perché nella “nostra” Zona Franca c’è il LAVORO al centro, come espressione del diritto dell’uomo a una vita dignitosa, non il consumo, tantomeno il consumo di prodotti che non sono della nostra terra. 

A quanto pare il designato ex governatore Cappellacci non ha ascoltato con particolare attenzione il discorso del nostro grande papa Francesco a Cagliari. 

Noi si.

sab

04

gen

2014

Il candidato governatore del Movimento Zona Franca è il Prof. Gigi Sanna

All’assemblea di Santa Giusta i rappresentanti dei comitati di liberi cittadini che formano il Movimento Zona Franca hanno eletto per acclamazione il Prof. Gigi Sanna come il loro candidato a presidente della Regione Sardegna.

Il Prof. Sanna ha sciolto ieri ogni riserva e guiderà la nostra lista che sarà di completa rottura nei confronti di un sistema di partiti tradizionali che hanno saccheggiato la nostra terra, economicamente e moralmente.

Il nostro sarà un grido d’onestà, d’integrità e di speranza per un popolo sardo che è stanco di essere guidato da chi pensa più alle proprie tasche che non al benessere delle nostre famiglie.

Anche una legge elettorale piena di bassezze burocratiche e le restrizioni temporali decise da chi invece che essere garante di democrazia vuole essere solo garante di se stesso non ci fermeranno. 

Noi non abbiamo bisogno di trucchi per non andare a raccogliere le firme per presentare una lista, lo faremo casa per casa, negozio per negozio, piazza per piazza. Noi non abbiamo paura del popolo, noi siamo il popolo!

Diamo un volto al nostro Futuro

FACEBOOK - GIGI SANNA PRESIDENTE