Cibo: Non si deve buttare via niente

Con la chiusura prevista per la fine del 2013 del progetto europeo “pead” che prevede l’uso di prodotti provenienti della sovrapproduzione agricola (tramite Agea) per gli aiuti alle persone bisognose, verrà a mancare una parte ingente di rifornimenti per il Banco alimentare di Cagliari. La Caritas sta tentando di avere delle convenzioni con le grandi catene alimentari per trovare nuove forniture, trovando però molti ostacoli. È risaputo che in Sardegna le catene alimentari, i ristoranti e le mense non prendono sul serio la “legge del buon Samaritano” che dal 2003 prevede la possibilità di distribuire agli indigenti quelle grandi quantità di cibo inutilizzato che oggi vengono distrutte. Urge subito un intervento legislativo della Regione Sardegna per bloccare uno sperpero insensato e tramutare la possibilità in obbligo. 

Associazioni di volontariato dovrebbero essere organizzate e finanziate materialmente dalla Regione per raccogliere i cibi in scadenza che possono cosi essere usati il giorno stesso, adeguatamente separati sia per il consumo umano, sia per quello per animali domestici. Che le catene di distribuzione siano contrarie per cosi poter vendere di più è un’argomentazione poco ragionevole, preso in considerazione che in altre parte d’Italia il sistema funziona.

 

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