Sociale: Il dovere e piacere di essere comunità

Il livello di civiltà raggiunto da una qualsiasi comunità si misura dal modo in cui questa tratta i più deboli.

Non è ammissibile che una società moderna e civile non abbia i mezzi o la volontà per garantire che nessuno rimanga indietro. È un dovere di solidarietà morale aiutare chi, molte volte anche senza colpe dirette, deve sopravvivere sotto la soglia della povertà, sia questa definita in senso materiale come può essere la mancanza di una casa o addirittura solo di un letto per dormire o del cibo per mangiare, o immateriale, dovendo vegetare nell’isolamento anche affettivo.

Non è una questione religiosa, ma in una regione, dove la fede cristiana è granitica come la roccia sarda, è ancora più impensabile e scusabile che ci siano persone ai margini della società, senza futuro e senza una speranza di poter vivere una vita dignitosa.


È il dovere ma anche il piacere di chi è privilegiato, di quelli che hanno avuto la fortuna, la disciplina e il merito per emergere economicamente creando ricchezza per loro e per altri, di essere solidali nei confronti della comunità alla quale appartengono. Non sempre è una questione di soldi, molte volte solo una questione di tempo. Se ognuno da un apporto secondo i propri mezzi e capacità la comunità non può che diventare famiglia.

I rapporti che sono stati pubblicati da parte di varie organizzazioni danno un quadro molto preoccupante della situazione sociale in Sardegna: Da uno studio dei sindacati emerge che 350'000 sardi sono sotto la soglia di povertà e di questi il 64% ha un’età superiore ai 65 anni. Anche le statistiche della Regione Sardegna devono ammettere che nel 2012 “le famiglie in condizioni di povertà relativa sono il 20,7 per cento del totale delle famiglie residenti”. E più della meta (quasi il 13%) è sotto la soglia di povertà assoluta.

La Regione Sardegna per anni ha incerottato il problema decidendo di anno in anno interventi da 30 milioni di Euro alla volta con metodi di elargizione a “annaffiatoio”, senza quindi un riguardo per le specificità regionali o una più attenta ripartizione a progetti magari in seno alle associazioni di volontariato. Anche per l’anno 2012 sono stati destinati ai Comuni 28.5 milioni “per la concessione di sussidi a favore di persone e nuclei familiari in condizioni di accertata povertà; di contributi per l'abbattimento dei costi di servizi essenziali e di sussidi per lo svolgimento del servizio civico comunale”. L’assenza di un controllo, magari da parte degli operatori più capaci nell'assistenza dei più deboli, può trasformare questi trasferimenti in moneta di scambio per il consenso elettorale e rendere inefficace l’iniziativa.

In un suo rapporto del mese scorso la Caritas parla di “crescita esponenziale” delle persone che si rivolgono a loro: da 2.199 nel 2007, prima della crisi, a 6.039 l’anno scorso e altrettante si sono rivolte ai 43 centri d’ascolto delle diocesi nei primi sei mesi del 2013! Un fenomeno che si concentra nel Cagliaritano, nella diocesi di Tempio-Ampurias e nell’Oristanese.

La Caritas dimostra che mentre questa domanda altrove è generata da extracomunitari in Sardegna la larga maggioranza (73,6%) è formata da sardi. Inoltre la maggior parte dei poveri che vengono per ricevere alimentari o per chiedere come pagare la bolletta, vive in nuclei famigliari. È la famiglia a fare fronte all’impoverimento della società e sono specialmente le donne a diventarne testimone, poiché sono loro in maggioranza a chiedere aiuto.

In regione il 35% delle richieste ai centri d’ascolto della Caritas è per aiuti economici, il 26% per chiedere occupazione. Ma già il 20% delle richieste ha alla base problemi relazionali o affettivi, originati da separazioni o divorzi anche a causa di una disoccupazione sempre più piaga sociale, dato supportato dal fatto che il 65% dei richiedenti aiuto è anche disoccupato. Anche il numero di poveri per debiti quadruplicandosi è arrivato al 2.8% negli ultimi 4 anni, in contemporanea con la diffusione del gioco d’azzardo legalizzato nei bar. Che cosa fare?

 

 
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