Imparare le lingue

La conoscenza delle lingue è oggi fondamentale per essere competitivi sul mercato del lavoro. Inoltre la capacità di leggere testi o poter capire programmi televisivi in altre lingue è importante per allargare l’orizzonte culturale liberandoci dalla camicia di forza mediatica unisona che ci circonda.

Per la realtà sarda la conoscenza delle lingue è importante per lavorare nel settore turistico e in futuro per cooperare con imprenditori e investitori internazionali che vogliono operare in o dalla Sardegna. Anche nel triste caso che quest’isola per incapacità o disonestà della propria classe politica non sia in grado di risollevarsi, almeno mettiamo i nostri figli nella condizione di poter competere globalmente e di trovare fortuna in altri paesi.


In Europa dopo i lussemburghesi (popolo che nasce “bilingue”) e che parlano in media tre lingue (francese, tedesco, inglese) ci sono gli olandesi e gli svizzeri che conoscono almeno altre 2 lingue straniere (per tutta la popolazione in età lavorativa). Gli scandinavi conoscono invece perfettamente l’inglese. E proprio queste nazioni sono rappresentate a livello dirigenziale nelle grandi multinazionali europee in proporzione eccessiva. Il 59% degli italiani parla solo la lingua madre, ponendosi quindi agli ultimi posti della classifica OCSE con Spagna e Portogallo. 

È quindi assolutamente necessario rivedere l’apprendimento linguistico nelle scuole insegnando l’inglese con “native speaker” dal primo anno delle elementari. Anche i film e i cartoni animati dovrebbero essere trasmessi in inglese come nei paesi scandinavi. Alcune materie prevalentemente scientifiche sono insegnate in certi licei in Europa già solo in lingua inglese. Dopo l’inglese è importante nel nostro continente conoscere il tedesco. Per i prossimi 20 anni in Germania mancherà il ricambio generazionale necessario per mantenere il livello occupazionale attuale. Già adesso le aziende tedesche stanno organizzando “road shows” nell’Italia settentrionale per attrarre laureati italiani prevalentemente ingegneri. Avendo una generazione che comprende il tedesco, avremo la possibilità di convincere quegli imprenditori a dislocare parti della produzione in Sardegna.

Studi dimostrano che il parlare una lingua in un ambito culturale quantitativamente ristretto (come lo è quello della “limba sarda”) è vantaggioso per l’apprendimento di altre lingue. Il problema sardo di “pigrizia” linguistica è radicato nell’uso dell’italiano, una lingua con il francese storicamente importante, ma per la scienza e il mondo lavorativo globale moderno di oggi assolutamente insignificante. Invece lo spagnolo e il portoghese (lingue dei paesi emergenti sudamericani) diventano sempre più importanti. 


Dobbiamo capire che in molte università, specialmente quelle più rinomate i corsi masters sono solo in inglese. L’inglese è e sarà una lingua da dover conoscere (capire, parlare, scrivere) in maniera perfetta.

 

 
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