Far studiare quello che serve

Pur avendo assolto uno studio universitario, molti dei nostri laureati non trovano un posto di lavoro. Questo dipende sia dal fatto che generalmente c’è poco lavoro, sia dal fatto che le loro qualificazioni non rispecchiano molte volte le richieste del settore produttivo locale e anche di quello globale. In Italia tendiamo a studiare maggiormente materie che portano a un impiego nel settore del lavoro pubblico che in quello privato. 

È necessario quindi favorire gli studi universitari nell’ambito delle priorità di sviluppo economico sardo (Agronomia, Economia turistica, Management Agroalimentare, Scienze alimentari, Veterinaria, Tecnologie per energie rinnovabili, Edilizia moderna, Biologia marina e forestale, Pianificazione industriale, Ingegneria, Marketing, Organizzazione, Pubblica amministrazione, Informatica) e demotivare orientamenti accademici senza uno sbocco professionale assicurato.

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