Trasporti e Continuità territoriale

Se i trasporti, intesi come un sistema logistico per favorire la mobilità di persone e merci, sono definiti dagli economisti uno dei 5 fattori strategici per l’economia, per un’isola questo fattore diventa dominante. Un politico sardo che non riesce ad assicurare al proprio popolo la neutralità competitiva con altre aree geografiche in questo settore non è un politico responsabile. 

Per i trasporti la nave può essere una via economicamente molto vantaggiosa, ma solo quando le distanze sono considerevoli e il fattore tempo non è cruciale. L’aereo, specialmente per i voli di linea che devono garantire una tratta per tutto l’arco dell’anno, è costoso, indicato però quando il fattore tempo (sia per il prodotto sia per le persone) è cruciale. La soluzione del trasporto più conveniente per distanze da 0 ai 500 km, quello su rotaia o su strada, non è ovviamente applicabile per un’isola. 

La situazione concorrenziale per i trasporti turistici negli ultimi anni è diventata disastrosa: Una famiglia con due figli, venuta in Sardegna dal 3 al 18 di agosto 2012, partendo da Genova per venire a Olbia, spendeva solo per il viaggio di andata e ritorno con una cabina esterna e auto al seguito 1.409 Euro, pasti esclusi. Con gli stessi 1.409 Euro questa famiglia nello stesso periodo poteva trascorrere le ferie in un Bad & Breakfast a Ostuni, Puglia, volo o viaggio in auto incluso. 

Con l’aereo la situazione non è migliore: I prezzi per i voli di linea sono proibitivi, e per la famiglia sopra, che per quelle due settimane deve anche affittare un’auto, ancora più svantaggiosi di quelli per il traghetto. Meglio con le compagnie “low cost”, che però speculano sulle date più interessanti per i turisti. Il prezzo della tratta Basilea - Olbia le prime due settimane di ottobre in concomitanza con le ferie nel cantone di Basilea e aree limitrofe sale da un minimo stagionale di 40 a più di 200 Euro a persona.

Per un’isola che vuole concentrarsi sull’industria turistica come fonte di guadagno non indifferente o attrarre capitali in regime di zona franca per insediamenti che creano occupazione, i costi dei trasporti diventano fondamentali. Lasciare questo settore in mano a pochi traghettatori privati, in odore di palese oligopolio, o in quelle di compagnie aeree che vedono solo la propria fetta di profitto a prescindere dagli interessi di un popolo, è di quanto peggio è stato fatto. Un settore talmente strategico deve essere “controllato” dalla Regione con una politica di trasparenza (open books) sempre e solo nell’interesse di tutta il settore produttivo sardo come definito nei punti accanto.

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