Chi vorrà entrare nel ballo inarrestabile

Ormai si può dire. I miei frequenti contatti con i movimentisti e gli indipendentisti hanno già, in campagna elettorale in atto, portato a capire la futura tendenza dell'elettorato sardo, anzi la prossima tendenza per le scadenze elettorali. Non c'è ancora un patto scritto, ma un patto tacito sì. 


Comunque vadano queste elezioni la grande area antipartitica non commetterà più l'errore (abbasso i volgari teorici del 'pragmatismo'' servile e opportunistico!) della disunione, pena il pollice verso dei Sardi, soprattutto di quelli che ancora una volta non andranno a votare perché disorientati e sfiduciati.


Il grande movimento della 'mano tesa e stretta' è in formazione (migliaia e migliaia di persone hanno aderito al progetto, si pensi, in soli trenta giorni!) e i prossimi mesi faranno vedere tutta la sua consistenza, la potenzialità e la sua determinazione.


Soprattutto sul piano dell'informazione, quella mortificante che sin dalle prime battute decide da sempre vincitori e perdenti, ci sarà una vera e propria rivoluzione perché entreranno in campo meccanismi di solidarietà e generosità internazionali, tesi a saltare a piè pari la stampa e la televisione 'sarde' e italiane, facendo vedere all'Europa e al mondo il caso di una nazione storica nobilissima che si vuole, giorno dopo giorno, umiliare e annientare per renderla un semplice distretto economico territoriale asservito ad uno stato miope e liberticida.


E la mano tesa, la catena della solidarietà, 'su ballu tundu' vinceranno. Ci conteremo! E presto. E se si vorrà la sfida del numero non ci sarà quello volgare dato dalla falsa moneta di scambio corrente, ma quello di un popolo intero che vorrà riprendersi la sua libertà.


Sapete quale sarà, cari pifferai del centro destra e del centro sinistra italico, la vostra vittoria di oggi? Quella della 'gara di un giorno'. Quella famosa di Pirro.

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