Pigliaru e l'economia: un amore impossibile

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” si chiede di cosa sia professore il Signor Pigliaru: astrologia? Ufologia? Sicuramente è professore e maestro di demagogia e urge un nostro corso gratuito di economia reale e realizzabile.

Per iniziare, grazie alla sua “completa incapacità” nel trattare con lo Stato Italiano la “Vertenza Entrate”, la Regione Sardegna oggi paga in totale solitudine, TUTTI I COSTI DI SANITA’ e TRASPORTI. Inoltre, sono stati concessi arbitrariamente dal Professore, anche sconti e dilazioni su quelle somme, che ricordiamo sono dei sardi e non sue, che riportano alla mente un vecchio detto sassarese, ovvero da restituire “a babbu mortu”. Per lui la Sardegna è sempre in svendita.

Con le piaghe moderne chiamate globalizzazione, colonizzazione italiana, euro, Soru e Cappellacci la Sardegna ha subito una desertificazione del settore produttivo. I Sardi sono sempre più poveri, consumano sempre meno, nascono sempre meno bambini, da giovani emigrano, rimangono gli anziani: i costi della sanità esplodono mentre le entrate fiscali diminuiscono vertiginosamente. Le ricette del professore in demagogia sono i master & “never” back "per tutti": per gli studenti, gli imprenditori, per gli anziani, forse tra poco anche per i puffi, ma purtroppo non per i politici sardi come lui!

La nostra non è una ricetta miracolosa ma un progetto concreto di sviluppo economico, realizzabile da subito: questo progetto si chiama Zona Franca! La Zona franca che trasforma un circolo vizioso in un circolo virtuoso, detassando radicalmente coloro che investono e creano lavoro, dando ossigeno alle famiglie togliendo iva e accise ad energia, idrocarburi e acqua e non aumentando la pressione fiscale come fa un giorno si e l'altro pure il governo delle "larghe tasse" italiano.

La Zona Franca richiede un investimento iniziale che va da 1 a 1.5 miliardi di Euro. Per raggiunge la "soglia del profitto" (break even) con un aumento del gettito fiscale sull’imponibile sono necessari ca. 100'000 nuovi posti di lavoro (a Tangeri raggiunti in soli 2 anni di zona franca), il moltiplicatore dell’indotto e i maggiori consumi. Oltre questa cifra di posti di lavoro la Regione Sarda guadagna in entrate fiscali rispetto ai dati odierni e può, tramite un ulteriore abbassamento delle tasse indirette sui consumi (iva su tutti i beni) con introduzione parallela di una moneta complementare, accelerare il circolo virtuoso sardo descritto sopra.

Per quanto riguarda l’investimento iniziale, per far decollare la Zona Franca possiamo partire dalle somme e dalle rate della “Vertenza Entrate”, 10 miliardi di euro senza sconti! A seguire, incamerare le imposte di fabbricazione calcolate oggi con l'assenso dei politici collaborazionisti sardi "al consumo", recuperando qualche miliardo di euro. Sfruttare i fondi regionali europei, che misteriosamente rimangono inutilizzati e addirittura rispediti al mittente. Tagliare gli sprechi della pubblica amministrazione che, secondo studi recenti, si attestano su un 50% contro il 3% della Lombardia, recuperando almeno 1 miliardo di euro. E per finire, recuperare l’evasione fiscale, che per molti ormai rappresenta la linea tra la sopravvivenza e l’oblio, riequilibrando la pressione fiscale ad un livello di equità e civiltà, recuperando 1.4 miliardi di euro.

Siamo ormai al paradosso economico: togliendo l'iva e recuperando l'economia sommersa si potrebbero avere entrate maggiori e una fiscalità più equa che non mantenendo la tassa sul valore aggiunto.

Per incamerare queste somme rendiamo operativa l’Agenzia delle Entrate Sarda subito. Questa nostra proposta basta e avanza per finanziare e far decollare 5 zone franche e non una sola.

Caro, carissimo Prof Pigliaru, inteso per “quanto ci costi” e non in senso affettivo, ci dica la verità: la Zona Franca VI TOGLIE IL POTERE di “elargire” cariche di partito, posti di lavoro nella pubblica amministrazione, cassa integrazione, sovvenzioni per aziende e altre elemosine per mantenere quel voto di scambio che assicura il vostro potere politico. Zona Franca vuol dire libertà anche dalla demagogia targata Pigliaru.

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