Rifondiamo il settore turistico sardo

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” è un movimento di proposta e anche oggi vogliamo essere concreti e descrivere il nostro piano per un rilancio del settore turistico. Le cifre parlano chiaro: Le Canarie hanno quasi 90 milioni di pernottamenti, le Baleari quasi 60 milioni, addirittura Cipro ne ha 13 milioni, mentre la Sardegna stagna da anni su cifre che vanno dagli 11 ai 12 milioni di pernottamenti. 

La Sardegna, che ha una posizione ottimale al centro del Mediterraneo, ha un clima mite, una superficie (a confronto con Baleari e Canarie) molto estesa con territori di una bellezza naturale eccezionali, turisticamente è, numeri alla mano, insignificante.

Molti operatori nel settore turistico si sono addormentati sotto l’ombrellone. Il tipo di turismo che fondamentalmente ha caratterizzato la Sardegna negli ultimi anni (turista italiano, vacanze relativamente lunghe, spiaggia e mare) sta venendo meno anche per le serie difficoltà economiche in Italia. Un’inversione di marcia (turista straniero, permanenze relativamente corte, formati di vacanza attiva) deve essere fatta. Tedeschi e inglesi da soli spendono all’anno 100 miliardi di Euro per le ferie, e coprono il 50% del mercato europeo.

Diversifichiamo l’offerta: amanti del cavallo, cicloamatori, golfisti, amanti del wellness (ottimo per le stagioni intermedie), amanti dell’archeologia, della cultura e dell’arte, escursionisti, amanti della natura montana, scalatori, amanti della vita agreste, sportivi di tutti i tipi (vedi ad esempio i triatleti che vanno alle Canarie), giovani in cerca di avventura e vita all’aperto. C’è inoltre il turismo enogastronomico che ben si sposerebbe con l’allevamento e l’agricoltura. Ci sono 80 formati turistici possibili in Sardegna, finiamola di credere che spiaggia, sole e mare possano bastare. Nel nostro programma descriviamo un piano preciso per il rilancio del turismo:http://www.movimentozonafranca.com/programma/economia/turismo/

Ovviamente per far partire questi formati turistici si devono garantire infrastrutture adeguate: collegamenti aerei e marittimi competitivi per tutto l’anno, fruibilità del territorio con una nuova rete ferroviaria che permetta al turista di muoversi senza auto, come accade in tutti le mete turistiche mondiali.

Prof. Gigi Sanna “Facciamo diventare anche i traghetti un punto vendita. Altro che usi e costumi napoletani. Su ogni traghetto ci devono essere centri informativi invogliando i turisti a compiere escursioni anche nelle zone interne. Il territorio nel raggio di almeno 80 chilometri dal porto di arrivo deve essere presentato al dettaglio per le settimane a venire. Il tutto deve essere abbinato a brochure sempre attuali (con calendario) in varie lingue”.
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