Padrino e padrone. Lo squallore della colonia sarda in diretta

Ora la 'signora' non potrà più nasconderlo. Non solo si è rivolta al padrino, alias il Cappellacci, per ottenere la poltrona e la zona franca, ma si è rivolta anche al padrone. Avete visto tutti lo squallore della colonia sarda in diretta? Berlusconi che abbraccia il cagnolino governatore e gli dice che gli rompe le balle un minuto sì e l'altro pure per l'ottenimento della zona franca?

 

Quel minuto bisogna che tutti i Sardi se lo stampino nella testa, perché lì c'è la testimonianza che in Sardegna ci sono (e ci sono stati) i governatori padrini, piccolissimi uomini senza schiena e dignità alcuna, che chiedono ai padroni, come se si fosse nella tradizione più mafiosa che mafiosa no si può, di ottenere quello che legalmente e istituzionalmente spetta. Prima almeno c' era il pudore di far finta di nulla, di tacere e di non dire certe cose indecenti davanti al pubblico e alle telecamere,per non umiliare i Sardi. Ora apertamente si dice: non contate un bischero, cari isolani, contiamo sempre noi da Roma e Cappellacci mi rompe solo le scatole con le sue lamentele fastidiose. 


Uno squallore così dove si trova, in quale colonia del mondo tale sfrontatezza? Ma mirae, amigos de Sardigna, seo abbaidande meda in custa dies e a bisu meu su ballu tundu est andande bene meda. Unu mese a oe sas manos tentas de Santa Justa fuint chentu, como sunt deghemiza o bintimiza (non d'ischimos ancora), cras de seguru ant a essere chentumiza. E pusticras ...amos a faere festa. Totu sa sardigna at a faere festa, sa festa chi nos ant promittiu sos babbos e sos jiaios nostros!

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