Proteggiamo l’economia sarda con la moneta complementare

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” mentre tutte le altre forze politiche sono impegnate con grande appoggio della stampa a proclamare sempre le stesse promesse, finora mai mantenute, senza mai dire con quali mezzi vogliono raggiungere i traguardi stabiliti, noi proponiamo strumenti collaudati per migliorare la nostra situazione disastrosa: Proteggiamo l’economia sarda con una moneta complementare regionale.

L’80% di tutto ciò che noi oggi consumiamo in Sardegna è importato, anche nel settore agroalimentare. È in atto una desertificazione del nostro apparato produttivo senza precedenti. Ormai siamo solo consumatori, non più produttori. Ma chi non produce non lavora, chi non lavora non guadagna, chi non guadagna non consuma: un circolo vizioso che fa chiudere le nostre aziende, una dopo l’altra.

Se il Prof. Paolo Savona paragona l’Italia a una “pentola bucata”, la metafora giusta per raffigurare la Sardegna è uno “scolapasta”. La globalizzazione, l’Euro, il nostro stato di insularità mai combattuto e l’incompetenza della classe politica sarda negli ultimi 10 anni ci ha ridotto in questa situazione. Cosa propongono allora Pigliaru e Cappellacci? Niente, parlano di crisi mondiale epica da superare come se fosse solo il brutto tempo e dopo ritorna aut manticamente il sole, ma nell’Europa settentrionale stanno benissimo, gli Stati Uniti si sono ripresi da tempo e i paesi emergenti ci stanno economicamente superando. Crisi mondiale? Non è vero niente!

Con la moneta complementare possiamo proteggere la nostra economia regionale creando un circuito chiuso che possa tappare i buchi dello scolapasta e quindi far ripartire il nostro settore produttivo. Una parte dei salari viene elargita nella moneta complementare (ad esempio come carta prepagata) con la quale si può fare la spesa in negozi certificati che vendono prodotti sardi. Questo tipo di moneta, che non conosce interessi, quindi incrementa subito i consumi, ma appunto quei consumi che creano un circolo virtuoso nel nostro territorio.

Nel mondo esistono 5’000 monete complementari: il caso che più rende l’idea è quello della banca WIR, nata come cooperativa con l’obiettivo di sopperire alla crisi del 1929 proprio per “motivare” a consumare prodotti locali. Ancora oggi 60’000 imprese usano questa moneta complementare. Si può fare solo in Svizzera? Non si può fare in Europa? Non è vero niente! 
In Belgio circa 5.000 commercianti accettano pagamenti in RES, moneta complementare utilizzata da oltre 100.000 consumatori attraverso un’apposita card simile alle carte prepagate ricaricabili. Oggi il RES ha ramificazioni anche in Olanda e in Catalogna.

Il Prof. Gigi Sanna: “Sapevamo di avere una casta politica sarda senza la minima creatività per risolvere i problemi della Sardegna. Questi eccellenti burocrati però sono talmente inadeguati che non riescono nemmeno a “copiare” quegli strumenti, come ad esempio la moneta regionale complementare, che possono risolvere almeno in parte i nostri problemi.”

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