Nessun giovane deve rimanere a casa.

Il Movimento Zona Franca per “Gigi Sanna Presidente” è un movimento non di protesta, ma di proposta, che vuole solo cambiare in meglio la Sardegna. Con la Zona Franca del lavoro, possiamo creare occupazione, ma le aziende del futuro per essere competitive devono poter attingere a un serbatoio di persone altamentespecializzate. La dispersione scolastica in Sardegna è ormai a livelli africani. Per questo proponiamo di investire in:

1) Formazione Professionale duale: quello che era il nostro apprendistato (inventato nel rinascimento) è la base della fortuna occupazionale dell’Europa settentrionale, specialmente della Germania. TUTTI coloro che dopo la scuola obbligatoria non vogliono continuare gli studi imparano un lavoro. Con appositi incentivi per le aziende questi giovani hanno un posto e una salario (in Germania tra i 600 e i 1000 Euro!) e in media lavorano (pratica: 3 giorni in azienda) e studiano (teoria: 2 giorni a scuola) il “mestiere” alla perfezione. Dopo 3-4 anni devono superare gli esami di maestranza ottenendo così, un valore qualitativamente standardizzato sul mercato del lavoro.

2) Formazione Accademica: La Sardegna ha solo il 10% di laureati tra le persone in età lavorativa (ultimi nell’OCSE: Canada 47%, Giappone 40%, Svizzera e Olanda 30%, Italia 13%, Turchia 11%). Questo correla con il grado di occupazione in Sardegna del 40% dove siamo di nuovo gli ultimi (Islanda e Svizzera 80%, gli altri citati sopra il 70%, Italia 57%, Turchia 47%). Formazione accademica e occupazione vanno di pari passo, dobbiamo investire nella formazione, ma cercando di “influenzare” le scelte con incentivi finanziari per formare il “personale” adeguato alle richieste del mercato del lavoro.

3) Imparare le lingue: Dal sardo all’asilo all’inglese al liceo, ma non come materia da imparare, bensì come lingue da utilizzare per imparare altre materie. In alcune scuole europee del Nord la biologia, la matematica, la fisica e addirittura la storia s’insegnano in inglese. Questo succede non in licei privati, ma in quelli statali. Le aziende di alta tecnologia che approderanno nella Zona Franca della Sardegna e che parlano internamente solo inglese, potranno così subito arruolare giovani preparati professionalmente e linguisticamente.

NOI del Movimento Zona Franca non lasceremo nessun giovane a casa! Queste sono le nostre proposte per frenare l’emigrazione forzata dei nostri giovani e l’ignoranza che questo sistema vuole espandere sempre più. All’emigrazione noi diciamo: ORA BASTA!

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