Montipigliaru e la Zona Franca

Per un economista come il Prof. Pigliaru, non voler riconoscere i vantaggi della Zona Franca è, come per un medico, proibire gli antibiotici in caso di grave infezione batterica.

Il fatto che il suo antagonista di destra, si sia appropriato indebitamente di un tema politico che noi del Movimento Zona Franca con “Gigi Sanna Presidente” abbiamo lanciato più di un anno fa e l’abbia volutamente trasformato in tema elettorale adottando i suoi metodi di “letargo operativo”, non può essere il motivo per dire che la Zona Franca sia una cosa “utopistica e demagogica”.

Il designato ex governatore Cappellacci è, solo la persona meno adatta a fare la Zona Franca, considerate le sue poco edificanti esperienze di “detto e mai fatto”. Il Prof. Pigliaru, che è una persona preparata, ma arrivato per caso a capo di un partito di burocrati eccellenti e capobastone (parole loro) con candidati indagati nelle liste, dovrebbe saper cogliere queste differenze.

Quando il Prof. Pigliaru, da noi più noto ormai come Montipigliaru, dice che: “fa fatica a capire perché s’insiste tanto sulla Zona Franca Integrale” e che: “se uno vuole un territorio con tasse al minimo e con servizi pubblici anch'essi al minimo, basta soltanto dirlo” pare viva in un altro universo. Gli facciamo notare, visto che nella torre di avorio accademica non ci sono finestre per osservare la realtà popolare, che qui paghiamo le tasse al massimo, ma i servizi pubblici sono al minimo, se non addirittura inesistenti.

Se le zone franche di questo mondo, nelle loro più svariate forme di applicazione per corrispondere ai fabbisogni specifici di sviluppo di chi le applica, sono poi cosi deleterie, perché tutti coloro che vivono in quelle zone franche stanno meglio di noi? Perché pagano meno tasse e godono di servizi migliori dei nostri? A Livigno si guadagna bene e l’autobus è gratis. Alle Canarie (Zona Franca fiscale), un imprenditore paga il 4% di tasse sugli utili se investe e crea posti di lavoro. Gli ospedali alle Canarie sono eccellenti e non hanno nemmeno liste di attesa.

Certo è che alle Canarie, i grandi centri dei “servizi burocratici” non ci sono, forse sono quelli i servizi di cui parla Montipigliaru. Noi di quelli però, ne facciamo volentieri a meno, perché anche noi vorremmo aprire un’impresa in un giorno, così come fanno a Tenerife. Caro Montipigliaru: lasciaci vivere in queste zone “utopistiche e demagogiche”!

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