I grillini. Atene e Sparta

Siamo stati nei giorni scorsi, in qualità di semplici osservatori, all'assemblea dei grillini sardi (non so se una parte del movimento o solo quella della provincia) riuniti in Sassari. La scaletta dei lavori per la mattina prevedeva il dibattito sulle vicende che hanno toccato il movimento con l'esclusione di esso dalla competizione elettorale per il noto rifiuto di Grillo di 'concedere' l'autorizzazione ad usare il contrassegno delle cinque stelle. Su detta discussione, sul 'che fare', c'era molto di 'normale', se si escludono i toni pacati, strani davvero con una base così agitata e frastornata da avvenimenti che rischiavano di far perdere di credibilità un movimento che si era imposto all'attenzione, anche e soprattutto in Sardegna, per essere 'diverso', molto diverso, dai partiti. 

 

Non sapevamo della scaletta circa i lavori del pomeriggio e pensavamo ad una continuazione del dibattito sugli stessi temi della mattina. Grande però è stata la nostra meraviglia nel vedere che relazionava un professore (di cui non ricordo il nome) che parlava di storia greca e di altro di storico. Si sarebbe potuto pensare che avessimo sbagliato porta e che fosse in atto un altro convegno se non avessimo notato che la sala era piena di grillini, gli stessi del dibattito. Abbiamo però pian piano capito dove il relatore intendesse parare: all'illustrazione del celebre capitolo del secondo libro delle Storie di Tucidide dove lo statista Pericle esalta la costituzione democratica di Atene contrapponendola a quella aristocratica e totalitaria di Sparta.

 

Ecco, il professore esaltava quel primo momento della storia in cui fu inventata la democrazia e la grande civiltà di Atene, esito questa dei valori insiti in quella grande costituzione. Magnificava evidentemente quegli stessi pregi che i grillini avevano messo decisamente in campo, con una ripresa del concetto di umanesimo ovvero della centralità dell'uomo, pregi del tutto smarriti dalla politica odierna. Mi è sembrato, per il momento particolare in cui i grillini si trovano, una efficace 'lezione' (fatta con stile) per i militanti perché riflettano e non dimentichino mai il motivo per cui sono nati. Ma anche un messaggio non 'egoistico': la storia democratica di Atene è insegnamento perenne per tutti.

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