Barra sempre ferma nella stessa direzione!

Zona Franca come misura efficace e unica terapia per risolvere la catastrofe economica e antropologica in atto nella nostra Sardegna. E' questo che ci distingue, sostanzialmente, tra altre non molte cose, dal programma della signora Murgia (noi i nomi non abbiamo paura di farli) che capeggia il movimento 'Sardegna possibile'. Delle sue dichiarazioni di ieri a Videolina ci piace mettere in rilievo due cose.

 

La prima che condivido e che con onestà intellettuale devo rimarcare con soddisfazione. Che è la prima volta che vedo oggi, se si esclude Bustianu Cumpostu, un leader così determinato nel difendere in un dibattito politico la lingua sarda non a chiacchiere ma nei fatti. Non folcloristicamente e strumentalmente come ha fatto Cappellacci scrivendo a Letta. L'ha difesa nei fatti. Cioè parlandola. dando l'esempio per prima. E' stato un pistolotto finale ma non mi è sembrato per niente retorico. Perché non si è trattato di una battuta con poche parole ma di una non breve tirata in sardo (e un ottimo sardo) che ha messo in visibile imbarazzo il conduttore e i giornalisti che se ne sono ben guardati di seguirla su quel versante linguistico per loro 'scivoloso'.

 

Il sardo, espressivo com'è, ha una sua grande efficacia nella comunicazione politica; ma bisogna parlarlo bene e, soprattutto, con convinzione e orgoglio. Mi sono ricordato del mio intervento, osteggiatissimo (pensate un po' che allora faceva scandalo intervenire nella politica usando il nostro idioma!), nel Comune di Oristano quando presi la parola e feci un lungo discorso tutto in sardo sulle dichiarazioni programmatiche della Giunta DC-PSI-PSDI. Anche quello, per dove si svolgeva e tra chi si svolgeva, non era folcloristico. Tant'è che quell'intervento in sardo abbasantese, come si sa, venne riportato anche dalla stampa per merito di un giornalista coraggiosissimo e illuminato: Alberto Testa.

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