Risposta e diffida alla Lista Randaccio

È con dispiacere e sorpresa che constatiamo alcune amnesie della dottoressa Randaccio, che proiettata ormai in una sua zona franca virtuale parla di “contrabbando” di logo non ricordando che è stata Lei in primis con l’avvocato Scifo e il signor Patta a decidere di fare una lista in coalizione con Forza Italia senza nessuna legittimazione assembleare.

Per questo motivo poi è stata diffidata dall’uso del logo Zona Franca di proprietà della KLS art&design per aver tradito i principi di trasversalità e apartiticità sui quali è fondato il Movimento Zona Franca.

Il Movimento Zona Franca riconosce come ha sempre fatto le competenze tecniche della dottoressa Randaccio per il suo passato di Intendente delle Finanze dello Stato Italiano.

Nessuna competenza tecnica però può essere più importante dei principi di democrazia e coerenza che il nostro Movimento vive, e nessuna competenza tecnica può fare di una persona una persona migliore di un’altra.

Tra i nostri principi viviamo anche quello dell’umiltà e del rispetto reciproco, cosi come quello della cordialità. Ed è per questi principi che senza rancore invitiamo anche la dottoressa al nostro “ballu tundu” per la zona franca.

Al designato ex governatore Cappellacci invece ricordiamo che noi la Zona Franca la vogliamo per ricreare quei posti di lavoro che lui ha distrutto, perché nella “nostra” Zona Franca c’è il LAVORO al centro, come espressione del diritto dell’uomo a una vita dignitosa, non il consumo, tantomeno il consumo di prodotti che non sono della nostra terra. 

A quanto pare il designato ex governatore Cappellacci non ha ascoltato con particolare attenzione il discorso del nostro grande papa Francesco a Cagliari. 

Noi si.

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